Le attese sono ormai inutili e la scelta è inevitabile: ricezione TV con digitale terrestre (DTT) o satellitare?TivuSat
Facciamo il punto della situazione e passiamo alle scelte, consigli e raccomandazioni.

Come già spiegato in un precedente articolo, per la natura stessa del segnale Tv terrestre (che si definiscono ‘a portata ottica’ = onde ultracorte = UHF = da 470 a 790 Mhz), inutile aspettarsi miracoli da un segnale che miracoli non ne fa e non ne farà mai.
Se qualcuno si è illuso per giorni o solo per poche ore di ricevere alcuni canali di suo interesse per poi vederli scomparire (e magari poi riapparire), è giunto il momento di … ‘passare all’azione’!
Naturalmente questo articolo presuppone che:
sul vostro impianto d’antenna ‘tradizionale’ (non satellitare!), nel frattempo,  abbiate tolto (se presente) il filtro sul canale in genere inserito per ricevere meglio Rai-TG3 Regione (nel Molise era necessario per ‘Rai3-Molise’ ed era tarato sul canale 50 con sigla Fracarro MEF50)
il cavo e le antenne siano in discrete condizioni, installati da meno di 4-5 anni
le antenne siano puntate nella giusta direzione
le antenne e gli amplificatori siano anti-LTE come meglio descritto più avanti.
abbiate già fatto più di una ‘ri-sintonizzazione’ nell’ultima settimana con il decoder o con tv già provvisto di decoder interno per notare cosa ricevete in modo ottimale e continuativo.

In molte regioni vi ricordo che ormai è Inutile, sul vostro impianto, anche la grossa antenna del vecchio ‘1° canale Rai’, poichè la sua frequenza (VHF) sarà destinata alla Tv in movimento (ricezione con auto, camper, ecc.) e poi perché nelle ‘sue’ frequenze non è presente ciò che a noi interessa.
In ogni caso, si raccomandano preferibilmente solo antenne direttive in banda IV e V: la classica e diffusa ‘gratella’ per le ‘TV private’ degli anni passati, non è molto adatta per il DTT. Per ciò che riguarda l’amplificatore, acquistatelo possibilmente di ‘marca conosciuta’: pochi euro in più = tanto tempo perso in meno.
Sull’amplificatore e sulle antenne è da precisare che oggi è assolutamente consigliabile prenderli con filtri anti-LTE.
LTE (Long Term Evolution) è una sigla che identifica le attuali e future trasmissioni ad alta velocità dedicate ai cellulari. Se non si hanno adeguati filtraggi sull’impianto d’antenna per ciò che riguarda l’LTE, l’insuccesso sulla ricezione DTT è assicurato!

Detto questo se, dopo tutti questi accorgimenti, avete ancora saltuari ‘squadrettamenti’ con voce ‘gracchiante’, perdita di segnale in alcune ore della giornata o per interi giorni, assenza o poco segnale in alcuni mesi dell’anno, iniziate a pensare di essere ormai arrivati nel classico bivio con conseguente scelta del satellite anzichè del digitale terrestre.
In ogni caso, come prima cosa stabiliamo 1 delle 2 diverse condizioni in cui dovreste trovarvi:

abitate in casa singola e/o se l’antenna è accessibile solo da voi. I suggerimenti dati più su sono già sufficienti: basta avere un po’ di pratica per riuscire nell’impresa e vedere se la ricezione è buona o scarsa.
siete in un condominio. Le cose si complicano sia dal punto di vista di amplificazione del segnale, sia per la ‘distribuzione’ del segnale stesso nei vari appartamenti. Stessa situazione se siete in casa ‘singola’e avete molte o più di una presa TV. In caso di impianto ‘non a regola d’arte’ può accadere che in una presa vedete alcuni canali ed in un’altra no.

Per aiutarci nel ‘verdetto finale’, facciamoci ‘condizionare’ anche dal … portafoglio, per meglio dire, spendiamo il giusto.
Se per un nuovo impianto si prevede una spesa sulle 100 euro, allora si può tranquillamente optare per il DTT via ‘antenna tradizionale’.  A patto di essere sicuri di una ricezione al 100% in tutto l’arco della giornata e … dell’anno.
Se il costo inizia ad avvicinarsi alle 200 euro a causa di un impianto terrestre più complesso del normale (tralicci, antenne e amplificatori più costosi), è opportuno prendere in considerazione l’acquisto di un ricevitore TivùSat, che non è nient’altro che un ‘Digitale Terrestre’ (DTT) trasmesso via … satellite!
Con questo metodo di ricezione, il segnale sarà molto più costante e non risentirà degli ostacoli posti ‘orizzontalmente’ rispetto all’asse di ricezione (case, alberi, ecc.) come nel caso delle antenne tradizionali.
E’ chiaro che se abbiamo ostacoli di fronte alla parabola-sat che sono alti più di 35° rispetto al fuoco della parabola stessa, potrtemmo avere anche qui problemi di ricezione! Vediamo il perchè.
L’inclinazione della parabola rispetto al piano orizzontale (gradi elevazione), nella nostra posizione (latitudine) va da circa 38° della Valle D’Aosta ai 45° di Reggio Calabria e quindi con circa 42° nell’Italia Centrale e nel Molise. Da come possiamo osservare sulle parabole già montate, l’inclinazione REALE della parabola è molto minore. Questo perchè la maggior parte delle parabole istallate sono di tipo ‘offset’ e non ‘primo fuoco’; per la offset in genere, ai valori prima descritti bisogna sottrarre circa 26°.
Inoltre I due tipi di parabola sono distinguibili ‘ad occhio’ per queste ulteriori caratteristiche:
– la ‘primo fuoco’ è perfettamente circolare
– la ‘offset’ è di forma ovoidale.
Senza addentrarci oltre nell’argomento, la parabola primo fuoco, quindi, ha una inclinazione ‘reale’, quella ‘offset’, invece, è dunque ‘meno inclinata’ rispetto a una ‘primo fuoco’.
Ricordate però che, qualunque sia la parabola, il segnale proviene sempre e comunque inclinato tra i 38° e i 45°  (dipendente dalla nostra posizione geografica in Italia) e di 42° riferito alla zona centrale d’Italia e alla regione Molise.

Tornando ad uno dei temi principali di questo articolo, possiamo definire TivùSat’ come un ‘sistema’, o meglio, una ‘piattaforma’ che permette la ricezione ‘via satellite’ di canali del ‘Digitale Terrestre’ ove non è possibile ricevere il segnale TV-DTT con una tradizionale antenna.

La scelta del decoder TivuSat. Personalmente ho provato svariati ricevitori TivùSat, ma quello che ha dato l’impressione di maggiore stabilità e sensibilità è stato lo Humax HD 5600S o HD5400S (i ricevitori sono uguali, cambia solo la dotazione dei cavi contenuti nella confezione). E’ un ricevitore provvisto di 2 slot per smart-card, di ingresso-uscita antenna in modo da poter collegare altri ricevitori sat (Sky, ecc.), di presa Ethernet, USB, HDMI e 2 prese SCART.
Non solo, il ricevitore è in grado di sintonizzare anche i canali in Alta Definizione (HD).
Nella confezione troverete anche: una smart-card che dovrete attivare (facilmente per telefono oppure sul sito TivùSat) necessaria per vedere gli avvenimenti criptati (Calcio, Film, F1, Moto GP, ecc.) e il telecomando veramente ben fatto e con buona portata il che non vi costringe a puntarlo esattamente nella direzione del ricevitore. Il costo è intorno alle 120 euro.
Tutto risolto quindi? Non tutto.
Come in tutte le cose, ci sono sempre delle … controindicazioni. Vediamole.
Con TivùSat NON è possibile ricevere alcuni canali ‘locali’ e/o regionali (esempio, nella regione Molise: Rai 3 Regione Molise e TeleMolise); o meglio, la ‘Rai 3 Regione’ trasmessa è scelta giornalmente a caso tra le ‘Rai 3 Regione’ di tutta Italia; maggiormente trasmessa e con più frequenza è Rai 3 Lazio.
La speranza ‘futura’ è che TivùSat trasmetta tutti i TG regionali d’Italia (poichè tecnicamente possibile).

Conclusioni. Per ora, a chi necessita della visione di tali canali (locali), la scelta obbligata, se possibile, è l’impianto d’antenna tradizionale.
Per ciò che riguarda proprio la ricezione ‘tradizionale’, se sarà un installatore a fare l’impianto, fatevi assicurare che il tutto funzioni anche nei mesi invernali, mesi in cui (pioggia, nebbia, ecc.) il segnale ‘ultracorto’ (UHF) TV avrà la massima attenuazione e quindi la minima potenza (db) sulla vostra antenna con conseguente perdita di segnale saltuaria (i classici ‘squadrettanenti) o totale.
Altro fattore da tenere presente e che 1 ricevitore TivùSat può essere abbinato ad 1 solo TV, oppure a più TV con opportuno trasmettitore-ricevitore di segnale video. In quest’ultimo caso tutti i TV collegati ricevono lo stesso canale sintonizzato sul TV principale dove si trova anche il ricevitore TivùSat.
C’è anche un altro metodo, più costoso e complesso, per distribuire il segnale ma questo è un argomento che ‘tratteremo’ in altra occasione.
Per ciò che riguarda l’installazione da parte di ‘installatori’ ricordo ‘vivamente’ che fare un buon impianto d’antenna e magari anche professionale, occorre adeguata strumentazione (relativamente costosa) e molta (ma molta) esperienza.
Strumentazione ed esperienza che troppo spesso manca a chi fa questo mestiere e si improvvisa, per cui … occhio: con il segnale digitale è finita l’epoca delle … improvvisazioni!
Ora non si tratta di vedere + o – un canale o vederlo ‘a formichine’ o semi-disturbato: in ambito digitale il canale o si vede benissimo o per nulla. Insomma il segnale digitale non ‘ammette più ignoranza’.
Attenzione quindi, come sempre, agli acquisti, alle installazioni e alle vostre esigenze, sperando anche che questo articolo vi sia servito, se non altro, a farvi … risparmiare almeno qualcosa: tempo & denaro (euro)! 😉